I sentieri di San Francesco d’Assisi: santuario La Verna, Eremo di Cerbaiolo e di Montecasale

I sentieri di San Francesco d’Assisi: santuario La Verna, Eremo di Cerbaiolo e di Montecasale

I sentieri della Valtiberina sono stati anche i sentieri di San Francesco d’Assisi che li ha percorsi tante volte per raggiungere La Verna, il più importante convento francescano dopo quello di Assisi. Per sua iniziativa o nel suo ricordo sono sorti conventi, monasteri ed eremi sparsi in questo angolo di Toscana, che ancora oggi accolgono pellegrini e persone da tutto il mondo in cerca di Spiritualità.

Santuario e Monastero della Verna (30 minuti dall’agriturismo Il Sasso)

Il sito su cui sorge il Santuario e Monastero della Verna (m. 1128 s.l.m.) fu donato a Francesco dal Conte di Chiusi in Casentino nel 1213. Luogo ideale per dedicarsi alla meditazione, fu vissuto da Francesco per lunghi periodi dell’anno e qui nel Settembre del 1224 ricevette le Stimmate. Una visita alla Verna è emozionante dal punto di vista spirituale, naturalistico ed artistico.  Da visitare la Chiesa di S. Maria degli Angeli, la prima costruita a La Verna, risalente al 1216-17 e contenente terrecotte policrome di Andrea della Robbia; la Basilica di Santa Maria Assunta, costruita fra il 1348 ed il 1509, con al suo interno altre terrecotte robbiane ed un monumentale organo cinquecentesco di rara qualità ; il Sasso Spicco, gigantesca fenditura nella roccia presso cui il Santo sostava in preghiera; il  letto di S. Francesco; il corridoio delle Stimmate, costruito nel 1578 ed affrescato nel nostro secolo, la Cappella delle Stimmate, risalente al XIII secolo, il luogo più sacro del Monte; La grotta di Sant’Antonio proprio a ridosso della Cappella. Particolarmente suggestiva la foresta monumentale che si inerpica sul Monte Penna ed il panorama che si può godere dal “quadrante” , il piazzale davanti alla Basilica.

Eremo delle caselle (30 minuti dall’agriturismo Il Sasso)

Il 30 Settembre 1224, dopo aver ricevuto le Stimmate sul Monte della Verna, durante l’ultimo dei suoi viaggi verso la città natale, Francesco si fermò nella località chiamata La Casella (m. 1.263 s.l.m.), nel comune di Caprese Michelangelo, per compiere un rito. Consapevole della fine ormai vicina, volle salutare per l’ultima volta il Monte della Verna, visibile da quel luogo. Le sue parole sono così riportate:

Addio, monte di Dio, monte santo, mons coagulatus, mons pinguis, mons in quo beneplacitum est Deo habitare! Addio monte Alvernia; Dio Padre, Dio Figliolo, Dio Spirito Santo ti benedica! Restati in pace, che più non ci vedremo.” L’eremo, attualmente non abitato, è composto da una cappella ed un ricovero sempre aperto.

Castello e Santuario di Montauto (20 minuti dall’agriturismo Il Sasso e Anghiari)

Di lì Francesco raggiunse il Castello di Montauto, dove si narra si fermasse ospite presso il principe Alberto Barbolani, al quale donò, in cambio di una nuova,  la sua tonaca lisa,  oggi esposta in una cappella del Santuario della Verna. Il Santo, per incontrare il popolo si recò nel punto più alto del borgo di Anghiari, laddove si incontravano 3 strade  e si dice piantasse lì una croce. Da questa visita nacque la richiesta popolare di erigere in quel punto  una cappella e poi un monastero, cresciuto poi nei secoli, fino a divenire un vero e proprio borgo, chiamato appunto “Borgo della Croce”. Inoltre Alberto promise a Francesco di edificare un monastero a Montauto. Promessa mantenuta solo molto più tardi dai suoi eredi.

Eremo di Cerbaiolo (30 minuti dall’Agriturismo Il Sasso)

Nel comune di Pieve Santo stefano si trova Cerbaiolo (m. 861 s.l.m.), un piccolo eremo costruito sulla roccia. In Valtiberina c’è un detto: “Chi ha visto La Verna e non  Cerbaiolo, ha visto la madre e non il figliolo”.  Le sue origini risalgono addirittura all’VIII secolo quando, nell’anno 722, Tedaldo, signore di Tiferno (oggi Città di Castello) donò ai monaci benedettini di San Michele Arcangelo al Presale la chiesa e il monastero. Nel 1218 vi presero dimora i frati francescani. Non è sicuro se Francesco vi abbia risieduto, ma è verosimile che vi sia transitato nei suoi viaggi. E’ certo, invece, che vi abbia sostato Sant’Antonio da Padova. L’eremo fu distrutto dai tedeschi nel 1944 e restaurato anche dall’opera di una laboriosa eremita della Piccola Compagnia di Santa Elisabetta, Chiara, che vi abitò sola fino alla sua morte, avvenuta nel 2010. Attualmente l’eremo è gestito da frate Francesco che offre la sua ospitalità a quanti desiderano trascorrere alcuni giorni a più stretto contatto con Dio.

Eremo di Montecasale (20 minuti dall’agriturismo Il Sasso)

Sulle colline a ridosso di Sansepolcro si trova l’eremo di Montecasale (m. 706 s.l.m.), edificato nel XII secolo sui resti di un’antica fortezza dai  monaci Camaldolesi,  che lo utilizzarono come ospizio dei pellegrini e centro di assistenza per i malati. Successivamente venne ceduto ai frati francescani dal vescovo di Città di Castello. Legati a questo luogo sono gli episodi dei tre ladroni e della piantagione del cavolo nell’orto. Il primo, riportato nei “Fioretti”, racconta che, giunti all’Eremo tre ladroni i quali imperversavano nella zona con le loro malefatte, chiedendo da mangiare, furono cacciati via in malo modo dal frate custode. Ritornato Francesco dalla questua, riportando del pane e del vino e sentito l’accaduto, rimproverò aspramente il custode, ordinandogli di  andare a cercare per i boschi i ladroni e portare loro il pane ed il vino appena ricevuto, pregandoli in ginocchio di perdonare la sua crudeltà. Partito il frate, Francesco pregò perché i loro cuori si ammorbidissero e si pentissero. L’evento andò ben oltre le aspettative, perché i ladroni, tornati all’Eremo, si convertirono, chiedendo anche di entrare a far parte dell’Ordine e morirono a Montecasale, dove ancora si conservano i loro resti. L’episodio legato all’orto, invece, racconta che Francesco, volendo mettere alla prova lo spirito di Obbedienza di due giovani saliti al monastero per entrare nell’Ordine, li portò nell’orto e disse loro di piantare i cavoli così come lui faceva. Francesco li piantò al contrario e, mentre uno dei giovani fece come lui gli aveva detto, l’altro continuava a rifiutarsi. Solo uno di loro, dunque, fu accettato nell’Ordine. Ancora oggi nell’orto di Montecasale si coltivano i cavoli.. Molto suggestiva la visita del piccolo chiostro, del Sasso Spicco, luogo nel quale si dice Francesco gareggiasse con un usignolo nel canto delle lodi al Signore e del letto di San Francesco.  L’opera d’arte più antica è la pregevolissima scultura della Madonna col Bambino, del XIII secolo, esposta nella chiesa.

Nel piccolo e raccolto coro si trovano quadretti di ceramica del 1600 che raffigurano episodi di vita di S. Francesco e fatti riguardanti Montecasale e una tela del 1500 raffigurante S. Francesco che si disseta al Costato di Cristo.

Nel corridoio che collega la chiesa al chiostro, si trova la Cappella del Crocifisso; in essa, sull’altare, è posto un crocifisso del ‘400 e nel reliquiario si trovano i resti dei ladroni convertiti e la tonaca del beato Ranieri della Montagna.

 

Proseguire il viaggio di San Francesco verso Assisi è possibile. La città dista circa 75 Km ed è raggiungibile in 50 minuti di viaggio in macchina.

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