Anghiari
Un po’ di storia….
Bastione inviolabile grazie alle potenti mura duecentesche, Anghiari ebbe una grande importanza nel medioevo per la sua posizione strategica. Fiera della sua toscanità, fu definitivamente consacrata alleata e testimone della civiltà fiorentina dopo la battaglia del 29 giugno 1440 che vide contrapposti gli eserciti dei Milanesi e dei Fiorentini nella piana che si apre sotto le mura del paese. La Battaglia di Anghiari fu vinta da Firenze e celebrata da Leonardo Da Vinci in Palazzo Vecchio con il “capolavoro scomparso” oggetto ancora oggi di studi e ricerche.
I secoli successivi hanno lasciato segni importanti nelle chiese e nei palazzi, sviluppando un incantevole disegno urbanistico raccolto lungo la ripida “ruga” (Corso Matteotti) che attraversa il paese rendendolo unico ed inconfondibile.
Le botteghe d’Arte
Anghiari è diventato un famoso centro del Restauro del Mobile, grazie al locale Istituto Statale d’Arte, unitamente alla florida tradizione dell’antiquariato. Gli artigiani anghiaresi tramandano una vivissima tradizione nelle arti del ferro e del legno che li ha spinti ad organizzare l’annuale Mostra dell’Artigianato della Valtiberina Toscana con sede nel centro storico. Gli artigiani di Anghiari effettuano da anni interventi di ebanisteria, intaglio, tarsia, doratura e laccatura.
Non meno importanti sono le altre attività artigiane come la produzione di tessuti (Busatti), la lavorazione delle ceramiche, dei vimini e dei metalli preziosi.
Arte e Cultura
Le sue piazzette ed i suoi vicoli ospitano botteghe antiquarie e laboratori di restauro del mobile; i palazzi, le chiese ed i musei conservano capolavori di pittura e di scultura. Di intatta suggestione medievale sono la Chiesa della Badia e la Chiesa S. Agostino, sorta alla fine del XII secolo, mentre nella settecentesca Chiesa di S. Maria delle Grazie si conservano una pala in terracotta della bottega di Andrea della Robbia ed opere pittoriche del XVI secolo.
Elementi emergenti del paesaggio urbano sono anche il Cassero, o Conventone e la torre dell’orologio, detta il Campano. Di particolare rilievo sono inoltre palazzo Pretorio, Palazzo Taglieschi sede del museo omonimo e Palazzo del Marzocco, sede del Museo della Battaglia di Anghiari.
Suggestivi anche Via Ronda, antico tracciato viario delle mura, e gli scorci panoramici che conducono in Piazza Baldaccio, non ultimi il Teatro dei Ricomposti e la Cappella dei Caduti, facenti parte del settecentesco complesso edilizio della famiglia Corsi.
Escursioni dense di Spiritualità nelle vicine chiese Santo Stefano, antica chiesa romanica del VII sec., S Maria di Corsano, Pieve di Sovara (VIII–IX sec.), Pieve di Micciano, il Santuario della Madonna del Carmine (XVI sec.), il Convento di Montauto.
Molti erano i castelli a difesa del territorio lungo le principali direttrici che collegavano Arezzo con l’Adriatico: si segnalano in particolare il Castello di Montauto, il Castello di Galbino, la Barbolana, singolarissimo esempio di villa fortificata, Toppole, “castrum” dei Longobardi, il Castello di Pianettole ed infine il Castello di Socrci che fu dimora del Capitano di Ventura Baldaccio Bruni.
Natura
Attorniato da pievi e castelli, Anghiari emerge dal meraviglioso scenario della Valtiberina Toscana, anfiteatro naturale ricco di storia e paesaggi dalla bellezza incomparabile. Riserve naturali tutelano ecosistemi di grandissimo valore, visitabili a piedi, a cavallo o in mountain-bike attraverso una fitta rete di sentieri opportunamente segnalati. Da visitare la Riserva Naturale dei Monti Rognosi, quella della Golena del Tevere, le faggete ed i pascoli dell’Alpe di Catenaia che si affacciano direttamente sul Parco delle Foreste Casentinesi.
I sapori toscani
Anghiari, per la sua natura di cittadina di confine, esprime una variegata gamma di gusti e tradizioni gastronomiche. Tutti i ristornato propongono degustazioni dei prodotti locali: crostini neri, brustichino con olio toscano, salumi, bringoli, pasta fattta a mano, carni imporchettate o arrostite alla brace, cacciagione varia, funghi, porcini, tartufi di stagione, pan giallo e mantovana con pinoli.
La Scampanata
Ogni cinque anni (2005, 2010…) per tutte le Domeniche del mese di Maggio, i membri della Società si danno appuntamento in piazza alle 6 di mattina, con un preciso scopo: punire i ritardatari che, dopo un sommario processo, vengono issati su un carretto e portati in giro alla berlina per i vicoli di Anghiari, bersagliati con lanci di ogni genere di cose fino ad essere completamente coperti. A questo rituale accenna anche il Taglieschi finché la burla ai danni dei dormiglioni assume nell’800 connotazioni associative. Un’unica festa del suo genere in tutta la Toscana e l’Italia, ma soprattutto rara, dato che si svolge ogni cinque anni, l’appuntamento viene aspettato con ansia da tutta la Valtiberina.






ZOOM: clicca sulle foto di Anghiari





